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日志


9月20日

Lutto nazionale

Ancora vivo è il ricordo della sofferenza immensa della lontananza. Non solo una distanza in chilometri, una vita di differenza.
Chi resta in patria ogni giorno teme e spera. Sono le preoccupazioni di una mamma, se mangerà abbastanza, di una sorella, se la sua brandina sarà comoda, di una moglie, se disaccoppia i calzini e alla mattina non infila quelli giusti. Così si vive, in Italia, tra le persone che escono, vanno a fare la spesa, si lamentano sul treno in ritardo, si coricano a letto alla sera illuminati dalla luce calda della bajour e con una tisana bollente nellos stomaco. Così si guarda le altre persone che vivono, mentre tu sei solo uno spettatore, e il tuo cuore di madre, di sorella, di moglie, è laggiù, in un deserto, sotto una tenda, dentro una brandina con a fianco un fucile.
E mentre ci si lamenta per la pioggia autunnale c'è una mamma, una sorella, una moglie, che pensa solo a che lui possa star bene, mangiare abbastanza, dormire tranquillo.
Non c'è pace. Perchè ci pensi, alla sera quando lo senti, che potrebbe anche essere l'ultima quella volta, ma poi ricacci dentro quel pensiero, non lo vuoi neppure ammettere di averlo formulato. Perchè ci pensi a quanto male può fare una bomba, alle schegge che entrano nel corpo. Perchè ci pensi che morire lontano è come una violenza alla natura. E' come se te lo avessero tolto giorni e mesi prima, quando è uscito di casa e tu lo hai visto salire in macchina.
Poi, quando meno te lo aspetti, senti che tutto quello che tu temi di più al mondo, a qualcuno è capitato. C'è un figlio che non tornerà da sua mamma, una moglie che non potrà vederlo uscire dal gate tutto imbardato alla rambo, un figlio che non abbraccerà più suo padre. E non ti importa della politica, e pensi che siano stupidi qualsiasi discorso retorico. Perchè per quella madre, per quella sorella, per quella moglie, lui è soltanto il suo bambino, il suo fratellone, suo marito. Forse, se non lo hai vissuto sulla pelle, non si può capire.
Oggi è il giorno del dolore.
Oggi è il giorno del rispetto a chi soffre.
Onore ai caduti.
L'Italia, quella che vale, soffre al vostro fianco.




9月10日

Pianosa

Ieri ho pubblicato alcune foto su FB e qualcuno mi ha chiesto dove fosse questo posto:

Ebbene, questa meravigliosa acqua cristallina è il mare di Pianosa.
Pianosa è una delle isole dell'arcipelago toscano conosciuta alla stragande maggioranza delle persone per il suo carcere.
Il carcere esiste ancora e l'Italia spende non pochi soldi per manutenerlo in caso qualcuno decidesse di riaprirlo.
Negli anni infatti è passato da essere un carcere ordinario fino a diventare un carcere di massima sicurezza, quando, nei suoi anni d'oro, nell'isola vivevano 7 guardie carcerarie, con rispettive famiglie, per ogni detenuto rinchiuso nel carcere. .
Potrete quindi immaginare che esiste un intero paese, a ridosso delle mura di ricenzione del carcere, costruito per le guardie e le loro famiglie.
Oggi si può visitare con la giuda (Pianosa è ora un parco naturale protetto e nessuna barca nè nessuna persona può avvicinarsi senza una guida prenotata per tempo). Di fatto però, questo paesino del tutto particolarissimo, in uno strano stile goticheggiante, con tanto di merletti e portoni con volte gotiche, oggigiorno è null'altro che un paese fantasma lasciato al degrado.
Passeggiando per le vie si ha l'impressione che una qualche catastrofe naturale abbia costretto gli abitanti ad una fuga d'emergenza. Si possono infatti scorgere, da fessure di portoni rotti, tavoli in legno e mobilio da interni, oppure appese alle facciate le insegne del negozio del latte o della villa dell'agronomo.
Sì perchè se è vero che si spendono soldi per la manutenzione del carcere, sebbene da 10 anni le visite sull'isola portino turisti ogni giorno e neppure troppo a buon mercato (la gita parte da 39€ per accedere alla spiaggia, sino agli 80€ per una vivita completa in mountan bike o cayack), sembra che nessuno di questi introiti sia stato impiegato per scopi turistici.
Il fascino di pianosa tuttavia non è solo quello di una storia di "illustri" carcerati o famosi tentativi di fuga da film. Pianosa è un'isola da paesaggi mozzafiato. Il mare cristallino ospita svariate specie di pesci colorati. La pesca è ovviamente vietata quindi semplicemente nuotando in riva si possono vedere branchi interi di occhiate, sogliole, branzini.
Pedalando poi per gli sterrati è comune imbattersi in fagiani e lepri selvatiche.
Non è permesso visitare il carcere appunto per il motivo che è potenzialmente funzionante, tuttavia si possono vedere dall'esterno i diversi edifici all'interno dell'isola e tutte le costruzioni in pietra che i carcerati costretti a lavori forzati costruvano giorno dopo giorno. Spesso a lato delle stradine sterrate i muretti in pietra venivano costruiti per proteggere i campi coltivati dalla salsedine.
Il motivo per cui questo carcere è stato chiuso? Quello ufficiale parla di costi troppo ingenti (allora perchè continuiamo a fare manutenzione?)
Quello ufficioso è che gli "illustri" personaggi rinchiusi avessero difficoltà a divulgare all'esterno le loro volontà.
Lascio a voi decidere quale che sia il vero motivo.
A me non rimane altro che consigliare questa splendida gita che parla di storia, di prigionieri, di natura e bellezza.
Io, dal canto mio, ero così:

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