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9月22日 Proposta indecenteIeri ho ricevuto una proposta di matrimonio. E’ sempre un’emozione riceverne una, in effetti nella mia vita ne ho già ricevute 3. La prima avevo all’incirca otto anni e il pretendente ne aveva sette. Era davvero carino, ma gli ho risposto che non me la sentivo. La seconda avrebbe dovuto essere in cima al Rock Feller a NewYork, ma una volta in coda per salire alla terrazza panoramica, non me la sono sentita causa claustrofobia da ascensore. Quindi, di fatto, la seconda proposta è stata quella di Andre. (che ho accettato). Ma ecco che ieri sera a Genova, del tutto inaspettatamente, si concretizza quella proposta mai arrivata a NewYork.
Devo ammettere che è stata anche una proposta allettante. A farla breve la sua idea sarebbe quella di racimolare un bel gruzzolo vendendo proprietà e lasciando alle spalle la vita italiana e girare il mondo con questo gruzzoletto fino ad una certa età. Poi, una volta deciso il posto in cui ci piacerebbe di più vivere, per esempio ai Carabi o comunque un luogo dove la vita costi molto poco, e dove il clima sia decisamente temperato, stabilirci lì definitivamente. Mi ha anche specificato che non mi chiede fedeltà assoluta. Ragionevole, dico io.
Peccato che sono follemente innamorata di Andrea, altrimenti un pensierino lo avrei fatto su, o no? 9月15日 Tsugumi Parte prima -RIGHT RESERVED-Tsugumi era bellissima. Ma non era una bellezza da indossatrice, di quelle alte, spigolose e senza forme, e neppure una bellezza mediterranea, di quelle formose e volgari. Tsugumi avrebbe potuto far parte del corpo di ballo del Crazy Horse di Parigi. Era slanciata, ma non troppo alta, era magra ma al punto giusto; il suo seno, pieno e sodo aveva la forma di una perfetta coppa di champagne, ma ciò che gli uomini amavano di più di Tsugumi era il suo sedere a mandolino. Tutti, quando pensavano a Tsugumi, sognavano il suo perfetto sedere a mandolino. Quella sera era stanca Tsugumi, quando si alzò dal suo posto e si voltò verso quel vagone pieno di pendolari, non aveva voglia di prevedere i soliti sguardi ammirati e talvolta increduli che la contemplavano, semplicemente si mosse verso la porta del treno. Sembrava una venere, con la pelle bianca e i lunghi capelli biondi, ma una venere stanca. Era vestita di nero da capo ai piedi e, chi la conosceva bene, sapeva che quello non era un abbigliamento per stupire, sapeva che c’era un che di melanconica routine in quei pantaloni neri stretti, nelle sue scarpette a punta, nel suo scollo a V che lasciava intravedere un tanto minuscolo quanto perfetto neo sul seno destro. Mentre si muoveva nel corridoio la sua andatura, se pur stanca, lasciava intendere di essere sicura, consapevole, Tsugumi aveva l’andatura e i modi di fare di qualcuno che la vita la conosceva molto bene. L’importante, per gli uomini che non volevano inciampare nel suo fascino conturbante, era non incrociare il suo sguardo. Aveva gli occhi da cerbiatta Tsugumi, biondi come i capelli, e grandi, enormi. Aveva le ciglia lunghe e folte. Quando ti guardava, Tsugumi era capace di trasmetterti tutta l’eccitazione che aveva nel corpo, tutto l’erotismo che sprigionava quando faceva l’amore. Lo capivi con una sola occhiata che Tsugumi aveva sempre voglia di fare l’amore. Si concedeva però, solo a uomini bellissimi ed affascinanti, dalle gambe lunghe ed affusolate, dal petto definito e lo sguardo penetrante. Anche quella sera il ragazzo che incrociò il suo sguardo non poté fare a meno di innamorarsi di lei. Tsugumi aveva negli occhi la verità del mondo e te la poteva regalare con uno sguardo, e poi strappartela via di nuovo, pochi attimi dopo, e portarla via con sé, dietro le porte del treno che si richiudevano alle sue spalle. 9月10日 Casa dolce casama uso una mia foto per fare qualche prova di html... nel frattempo colgo l'occasione per la news del secolo.... Da Lunedì torno a vivere a Genovaaaaaa |
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