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日志


3月19日

Pensieri evanescenti

Tutto si offuscava attorno a me. Un male lanciante alla testa e io non riuscivo a respiare. Non pensavo che un dente potesse arrecare tali dolori.
Eppure quella è la diagnosi: ascesso dentro una pulpite che a quanto pare ha infiammato il trigemino destro.
Forse ora va un po' meglio, forse, non voglio cantar vittoria, non sono ancora guarita.
A ben pensarci sono passati solo tre giorni ma a me è sembrato di star male per un mese.
Il tempo si allungava, i pensieri si allontanavano. Mi è parso, un paio di volte, di riuscire ad afferrare ricordi lontani.
Polvere argentea che affiorava nella mia mente per poi dissolversi nel nulla.


3月15日

Rabbia repressa

Camminavo tra viole e rosmarini fioriti. Quì e là contadini lavoravano la terra, bruciavano le sterpaglie. L'odore dell'erba e della legna bruciata mi faceva sentire bene. E' in quel momento che ho capito che c'è qualcosa che non va. Faccio fatica a vivere. Faccio fatica ad essere gentile. Detesto le persone che mi trovo davanti. Sento dentro una cattiveria e una bruttura che per ovvi motivi non può uscire e mi logora dentro. Ho sempre avuto difficoltà nel lavoro che facevo prima perchè non lasciava tempo per me. Così sottovalutavo tanti lati positivi delle vita che conducevo, e che ora mi mancano. Avevo scritto un post, quasi un anno fa, si intitolava "finestre illuminate", racontava di una tarda serata mentre ero in viaggio con il mio consultant su per i tornanti delle vali Agordine, nel bel mezzo di uno dei periodi più brutti della mia vita. Quella sera mi ero confidata con Michel: avevo fatto trasparire la mia invidia per una vita "dietro una finestra illuminata", al tavolo con la mia famiglia.
Lui mi aveva guardato di sottecchi e mi aveva risposto che mi sarei annoiata alla seconda sera. In effetti aveva ragione.
Forse se avessi ancora Andrè che mi aspetta a casa alla sera sarebbe diverso. Forse starei meglio. Ma di una cosa sono certa: ciò che mi manca, Andrè a parte, sono prevalentemente due cose. La prima è viaggiare. La seconda è la libertà che si ha quando si vive in mezzo a persone di un'intelligenza che, aimè ho capito essere, sopra la media. Mi sento frustrata perchè non posso combattere ad armi pari. Sono sempre al centro di battute mai incoraggiate, sono mira di libertà mai concesse, continuamente rimarcando la mia giovane età.
Quindi io devo stare zitta e gli altri possono fare battute e apprezzamenti che io non ho mai favorito.
Almeno prima erano, pardon, eravamo, tutte serpi. Arroganti, sì. Presuntuosi, sì. Lavoratori, sì. Ma si combatteva ad armi pari. Uomo o donna, giovane o meno giovane. Faccio fatica ora che sono tornata nella mia amata Genova. Io che ho vissuto in America, io che ho viaggiato per due anni di fila, io che sono così propensa al cambiamento, all'innovazione, al cosmopolitismo, ora mi sento un po' una Pigmaliona dentro un romanzo di Show. C'è chi mi dice che devo solo avere un po' di pazienza. C'è chi mi dice che il tempo è ormai maturo affinchè alcuni cambiamenti avvengano. Sarà. Nel frattempo però sarà il caso che ritrovi un equilibrio perduto. Non posso continuare ad odiare chiunqui mi attraversi la strada.


3月7日

Un meraviglioso Sabato di solitudine

Le gambe non volevano fermarsi. Il sole bruciava sulla pelle. Ho scelto una pista lontana dalle persone e dal caos.
Occorre racchettare parecchio per arrivarci e così nessuno si spinge sino là. Ho messo gli sci in spalla e mi sono incamminata.
Come tutte le volte che davvero ti guadagni qualcosa, una vetta, uno scoglio al largo, un prato in quota, una pista isolata, l'emozione ripaga ampiamente la fatica. Solo io, la neve e i miei sci. Gli alberi e le montagne.
Ho parlato con la natura proprio come Paulo Choelo in uno dei suoi migliori romanzi. L'ho ringraziata per quel momento e le ho chiesto di accompagnarmi sino a valle. Ho trascorso diversi minuti di pura felicità. Nessun pensiero.
Solo io e la natura.
Più tardi, mentre guidavo per tornare a casa ho guardato nello specchietto retrovisore: erano laggiù, bianche e maestose.
E' stato come se mi avessero salutato. "Alla prossima", ho pensato.