Francesca 的个人资料Francesca Rovereto照片日志列表更多 工具 帮助

日志


11月11日

Tsugumi - Parte quarta

Mancavano ormai pochi giorni alla fine delle vacanze e Tsugumi sentiva avvicinarsi l’eccitazione del grande volo. Quel pomeriggio aveva deciso di bighellonare nel golfo di spiaggia bianca giusto di fronte a casa. Camminò sulla battigia sino quasi alla foce, si fermò poco oltre il piccolo bar di legno dove, quando era adolescente, aveva acceso la sua prima sigaretta. In quel punto della spiaggia si poteva godere la migliore vista del golfo. Non era propriamente un caso che Tsugumi avesse deciso di trascorrere il pomeriggio lì: già da qualche giorno aveva fatto amicizia con un simpatico quanto loquace ragazzo milanese. In realtà non le interessava minimamente quella amicizia, ma era incredibilmente attratta da un altro ragazzo, un amico di quel logorroico milanese.

Sulle prime Tsugumi non si rese conto di quanto le piacesse, semplicemente seguì con genuinità i suoi istinti. Si ritrovò così a cercarlo con lo sguardo tra i corpi seminudi sdraiati sulla spiaggia.

Paul era biondo, alto, magro e ben proporzionato. Aveva gli occhi a mandorla e la pelle dorata. Era abbronzantissimo e la barba di qualche giorno lasciava spuntare un pelo rossiccio.

Probabilmente Tsugumi era così attratta da Paul non solo perché lui rappresentava esteticamente il suo ideale di bellezza, ma anche perché Paul non sembrava essere minimamente scosso dalla conturbante bellezza di Tsugumi. Sembrava immune al suo fascino. Solitario e serio se ne stava sdraiato a prendere il sole, con il suo mp3 nelle orecchie, muoveva appena il polpaccio a ritmo di musica. Non si guardava attorno, non faceva il cascamorto con le ragazze, non cercava di far colpo. Di tanto in tanto, si alzava per nuotare o per comprarsi un gelato. Era di una semplicità talmente disarmante che rasentava la perfezione.

Tsugumi era assolutamente attratta ed infastidita dal suo comportamento. Continuava a chiedersi che tipo di musica potesse interessarlo tanto da estraniarsi dal mondo che lo circondava, come se fosse quella stessa musica la causa della disattenzione nei suoi confronti.

Quel pomeriggio, Tsugumi lo cercava inconsapevolmente con lo sguardo, quando improvvisamente incrociò i suoi occhi.  In un attimo si sentì tradita dal suo stesso sguardo e reagì di istinto, sdraiandosi goffamente e troppo velocemente a pancia in giù. Con le braccia sopra il volto, facendo finta di proteggersi dal sole ma volendo, di fatto, nascondere il rossore sulle gote per essere stata colta così in fragrante. Tsugumi avrebbe potuto giurare di aver colto, in un istante, un sorriso divertito sulle labbra di Paul.

Di fatto Paul era stato il primo uomo sulla faccia della terra, a cogliere la pura essenza di Tsugumi, ad abbattere quella barriera di fascino, di altezzosità, di sicurezza di sé.

 

Quel pomeriggio, più tardi, con grande sorpresa di Tsugumi, Paul da un momento all’altro, senza un motivo e senza preavvisi, si alzò e spostò il suo asciugamano di fianco a quello di Tsugumi. “Ti va un po’ di musica?”. Di fatto, era la seconda volta all’interno dello stesso pomeriggio, che Tsugumi rimaneva sbalordita. Di solito i ragazzi non si avvicinavano a lei, intimoriti dalla sua bellezza così sicura e lontana, oppure, al contrario, cercavano un contatto sessuale, incoraggiati dall’eros che sprigionava la sua pelle candida e profumata. L’approccio di Paul, così semplice e istintivo, l’aveva colpita, e ancora di più l’aveva stupita il fatto che lui le avesse permesso di entrare in quel suo mondo così privato, fatto di sole e di musica, apparentemente impenetrabile, che la incuriosiva tanto. “Ok, dai, volentieri, cosa ascolti?”. “Un po’ di tutto…”. Tsugumi lo guardò incuriosita: “In che senso, scusa?”. Paul accennò un sorriso divertito: “Diciamo dalla musica anni 80 all’Hard Core...”. Tsugumi gli lanciò un’occhiata incuriosita e sicura di sé e accettò l’invito. Si sdraiarono sulla sabbia, uno di fianco all’altro. Tsugumi, di tanto in tanto, contemplava il suo volto, le sue mani, i suoi piedi. Ascoltò la sua musica, fatta di canzoni così diverse e contrastanti.  Si rese conto che in quel uomo, lei si sarebbe potuta perdere. La maschera di altezzosità con lui crollava, e ne fuoriuscivano genuinità ed istinto, semplicità e bellezza.

Quando Tsugumi si innamorava, diventava per lui e solo per lui, terribilmente ingenua.

Alla fine della giornata Paul si propose di riaccompagnarla a casa. Tsugumi lo lasciò guidare la sua bicicletta e si sedette dietro di lui, aggrappandosi alla sua schiena salata di mare e bruciata di sole.

Arrivati all’hotel di Paul, Tsugumi balzò giù dalla bici, lo fece fermare, e senza guardarlo gli diede appuntamento per l’indomani. Lo avrebbe portato nella sua spiaggia isolata.

 

 

Era da poco passata l’ora di pranzo, quando Tsugumi fece capolino dal vicolo assolato. Paul era già lì che l’aspettava, al porticciolo, di fronte alle scalinate, dritto su quelle sue gambe lunghe e affusolate, ai piedi le sue scarpette nere raso terra.

Tsugumi era meravigliosa, avvolta in un pareo colorato che lasciava trasparire un bikini marrone mozzafiato, una voluminosa borsa di paglia sulla spalla.

“Andiamo?”. Paul sorrise come se si fossero conosciuti da sempre, come se quel momento fosse stato lì ad aspettarli dall’alba dei tempi. Non sentirono il bisogno di parlare ininterrottamente e non si curarono dei silenzi. Stavano assieme semplicemente, con la naturalezza di chi è fidanzato da anni. Ciò alla quale non potevano rimanere indifferenti, era la passione che scorreva nei loro corpi perfetti, dentro Tsugumi, così come dentro Paul. Fino nel profondo delle viscere. L’attesa della strada non faceva che aumentare il loro desiderio di sfiorarsi, di toccarsi, di baciarsi, di mordersi.

Arrivati al golfo, Tsugumi gli prese una mano e lo condusse nel punto più isolato, dietro l’ultimo molo, dove i paguri ed i granchi facevano compagnia al cavallo solitario della villa sul golfo.

Quando si girò per dirgli che erano arrivati Tsugumi non fece tempo ad accorgersi che lui era così vicino che la baciò dritto sulla bocca, le morse un labbro, la avvolse con le sue braccia.

Non aspettarono che i cinque o sei bagnanti, sparsi qui e là nella baia se ne andassero, si spogliarono  nudi dietro il molo. Si sfilarono via i costumi continuando a baciarsi in tutto il corpo. Trasportati da una passione che avvolgeva i loro corpi giovani e perfetti, lui la penetrò con una dolcezza ed una sicurezza, che Tsugumi non poté fare a meno di pensare, che quel uomo doveva aver avuto moltissime amanti.