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10月27日 Una, nessuna o centomila?Prima di tutto vi faccio vedere due mie foto: la prima risale a 6 anni fa, la seconda a settimana scorsa.
Ecco, queste due foto, che sono inserite nel mio profilo in Facebook, sono le due foto incriminate. 10月21日 The end Le ephifani ultimamente mi vengono tutte sotto la doccia. Mi piacerebbe sapere il parere di Freud a tal riguardo. Ecco quella di stasera: una storia d'amore finisce così come finisce un tubetto di balsamo, e così a volte finisce anche la vita. La tristezza che ne fa da contrappunto la raffiguro nella mia mente come una specie di vortice grigio. I miei pensieri? Tubi rumorosi e luci indagatrici, freddo, paura, solitudine. Le certezze che avevo stanno crollando a picco, io mi sento vacillare, mi gira la testa e la vista si annebbia. In effetti, sono in overload. Temo il crash dell'intero sistema. A malapena un 7-8% di Fra. Pioggia e vento stasera fuori dalla finestra di camera mia, e pioggia e vento dentro di me. 10月19日 Melodie ParigineMentre facevo la doccia questa sera mi è sembrato che questi giorni parigini siano scivolati via come l'acqua sul mio corpo. Non posso dire di essermeli goduti a pieno, troppi pensieri per la testa, tutti tristi. Quando questa notte correvamo su un taxi lungo la senna ripensavo a poche ore prima, mentre ballavamo tra camerieri in boxer, e nello stesso tempo guardavo il profilo del ragazzo che guidava. In fondo anche lui avrebbe potuto essere uno di loro, e mi sono chiesta in che modo lui fosse finito su un taxi nella fredda notte parigina, mentre altri suoi coetanei erano in boxer a portare dessert alla panna, osannati da ragazze ammiccanti, tra musica e luci. Lo avevo trattato male, solo pochi minuti prima, perchè non capiva quello che gli dicevo in inglese. Mi sono talmente dispiaciuta che avrei voluto chiedergli scusa, avrei voluto parlargli della vita, e di come a volte può essere complicata. Uomini e donne nella notte. Mentre gli altri dormono, il mondo fa trapelare realtà nascoste. Questi ragazzi francesi mi sembrano più complicati, più introspettivi, più eleganti, più bohemien, più effeminati, più gentiluomini. Come il coinquilino di Emmanuel, con le ciabatte a forma di cinghiale e una camera da letto che potrebbe essere dipinda in un quadro, potrebbe addirittura sembrare di altri tempi. Come A. e J., con i loro vestiti un po'eleganti e un po' retrò. O come l'artista di strada al Sacro Cuore, con il suo cappello in testa, e le braccia nude, per potrer esibirsi nel suo numero con le palle di vetro. Le faceva fluttuare nell'aria, tra una mano e l'altra, tra le sue braccia e il suo collo, a suon di musica. La melodia era quella della colonna sonora del "magico mondo di amelie", dolce e tristissima. Dovete immaginarvelo così, con le braccia nude e il cappello in testa, mentre muove dolcemente le sue palle di vetro, facendole fluttuare tra le sue lunghe dita affusolate, sulle note di quella malinconica melodia. Tutta Parigi, dietro di lui, era riflessa nelle sue palle di vetro, e tutti noi, lì attorno, ci specchiavamo nelle sue palle, capovolti a testa in giù e con le facce allungate ed amaliate. Forse forse, in quella palla di vetro, mi sono vista solo io, capovolta e allungata, imprigionata nel magico mondo di Francescà, e tutti gli altri, e tutta Parigi, erano solo riflessi là fuori. Ho un solo vero desiderio. Tornare ad amare. YouTube - La vie en rose (legendado ) 10月12日 Menomale che c'è la danza
Non importa quanto fastidiosa possa essere la giornata, 10月5日 I miei meravigliosi taxisti (il ritorno) io: buongiorno! taxista: ao, ando annamo? io: alla fiera di roma, grazie? taxista: ao, anche tu cor sti pannelli? io: eh sì, mi occupo di energie rinnovabili ... taxista: ma sei sposata? io: ??? ... io: ehm, no, sono fidanzata però. taxista: e perche nu te sposi? io: ??? ... io: perchè lui lavora a milano e io a genova, sà di questi tempi non è facile cambiare lavoro... taxista: che stai a dì? questo è er 29esimo lavoro che faccio! io: davvero? taxista: ho fatto di tutto, o scaricatore, er pizzicarolo.. io: eh??? taxista: er pizzicarolo! come li taiavo io i prosciutti non i taiava nessuno! certe fette! ... taxista: ma ancora du anni, quando mi figlio porta a casa i soldi e cambio ancora....faccio o skippere! io: ah, ma ci sa andare in barca a vela? taxista: Io? se ci so andare in barca a vela? so er maestro io! du anni fa quando er medico mi aveva detto che avevo 6 mesi di vita me so iscritto al corso e so stao per mare sei mesi. poi non so morto! io: menomale! ehm, sono arrivata, grazie... ... --scendo dal taxi e prendo i bagagli, ci salutiamo. Me ne sto andando ma mi viene da sorridere, mi rigiro--- io: scusi eh, ma com'è che lo chiama lei il tizio che taglia il prosciutto? taxista: ma chi? er pizzicarolo? io: pizzicarolo... taxista: ma perchè? come lo chiama lei? io: ehm...il tizio che taglia il prosciutto! ---il taxista, o meglio il mitico Luciano, mi guarda sottecchi e scrolla la testa, io gli sorrido, mi volto, e affronto la mia giornata. In fondo, penso, la giornata si preannuncia divertente --- 10月3日 Trasferta Romana Questa mia latitanza dal blog è dovuta, perlomeno nell'ultima settimana, alla mia trasferta romana. Bollettino di guerra? Uncountable ore di sonno mancanti, un paio di chili in eccesso ed una fioritura di brufoli come non ne avevo neppure nei miei dorati (e unti)13 anni. Lavorativamente interessante, a volte intrigante, tutte le volte che vado a Roma, non so bene il perchè, sento una ventata fresca di libertà. Come se tutto quello che mi passa per la testa, per qualche strana ragione, diventasse possibile. Anche i miei desideri più improbabili, anche i miei sogni più profondi. Poi la trasferta finisce, e con lei scoppia la bolla di sapone delle mie illusioni giovanili. Un sorriso, però, rimane sul mio volto. Forse, chissà... Roma caput mundi? Mah, può darsi di sì. Una cosa è certa: Roma è meravigliosa. La osservavo da una splendida terrazza piano bar, Martedì notte. I suoi tetti e la sua storia sotto di me, la sua luce che emanava non solo dai lampioni e dalle finestre illuminate, ma anche dal suo fascino senza tempo; quasi mi estraniavo dalla conversazione...la cupola di San Pietro che la sovrastava maestosa, il suono di un pianoforte lontano... Forse, in quella notte, mi sarei voluta perdere, come a dissolvermi nell'aria e poter così diventare un tuttuno con tanta maestosa bellezza. |
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