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日志


10月20日

Io ODIO ODIO ODIO la metro di Milano

Sarà perchè avevo sempre associato alla metro l'idea delle vacanze, a Genova ne hanno costruito un pezzetto solo recentemente, quindi i miei ricordi in metro erano nelle underground di Londra, Parigi, New York.

Ora, invece, la metro è la mia routine quotidiana.
Schiacciata come una sardina in mezzo ad altre 100 persone, tutti pressati assieme.
E dire che ne passa una ogni minuto ma riescono straordinariamente ad essere piene TUTTE.
Poi, quando ti rassegni e lottando con tutte le tue forze ed astuzie riesci a salire, i guai seri arrivano se per errore fatale ti ritrovi in mezzo al flusso di persone in uscita. Come un torrente in piena sei destinata ad essere trascinata fuori dal vagone e ti ritrovi nelle stazioni più improbabili oppure, nel peggiore dei casi, direttamente su un'altra linea, senza poter opporre resistenza alcuna.

Quasi ironico (e un po'grottesco) il momento in cui, al rientro alla sera, arrivi in una stazione di collegamento al passante ferroviario. Allora cominciano a vedersi i pendolari (me compresa) che ci alziamo sospirando e guardando continuamente e ossessivamente le lancette dell'orologio, ci sgomitiamo lanciamo occhiate intimidatorie per ottenere il posto di pool position nel centro della porta del vagone.
Posizionati tutti in formazione aerodinamica scattiamo non appena le porte si aprono, allora iniziano i 300 metri in velocità con il sottofondo della musica dei campionati italiani di cannotaggio (almeno io mi immagino quella), tutti catapultati nelle scale mobili lanciando occhiate supplichevoli verso il cartellone dei treni in partenza.
In quei momenti sei consapevole che 30 secondi possono decidere la tua serata. Sei disposta a passare sui cadaveri dei tuoi nemici.

Ma il peggio non è ancora arrivato. Potrei sopportare corse, spintoni e persone stressate con occhi vacui ma la settimana della moda, quella no.
Sì perchè io non prendo una metro qualunque, io prendo la schifosissima metro di Milano, line gialla, ossia quella che passa per il Duomo.
Quindi in quelle odiosissime settimane mi becco sempre modelle super fiche che fanno shopping in Montenapoleone ed io, oppressa da complessi di inferiorità, indosso taillour e tacchi da 11 cm e sto con un dolore lancinante alle gambe tutto il giorno.

Purtoppo non è tutto, come se ci fosse un terribile e avverso disegno celeste il PEGGIO DEI PEGGI deve ancora arrivare.
Potrei sopportare corse, schiacciamenti, forse anche modelle super fiche MA NON POSSO SOPPORTARE LE BALLERINE CHE VANNO ALLA SCALA.
Sono inconfondibili, con i loro muccetti perfetti e la loro postura impeccabile voleggiano, ehm, scendono a Duomo con il loro zainetto della Scala..

Ed io, con i capelli in bocca di quella difronte, il gomito nelle costole di quello di fianco e il sacchetto della spesa di quella dietro piantato negli stinchi continuo il mio viaggio verso un arido PC.

10月5日

Anche il naso vuole la sua parte

Questa mattina, appena uscita di casa, l'aria punzecchiava e il cielo non aveva ancora deciso di che umore essere.
Inforcata la mia bici mi stavo dirigendo alla stazione cullata dal lento e regolare cigolio dei miei pedali, quando un profumo nuovo è arrivato alle mie narici.
Non so cosa potesse essere, un misto tra legna bruciata e umidiccia, caldarroste e strudel di mele,
era un odore di buono.
Poco oltre i campi di grano erano coperti da un sottile strato di nebbia bianca, e il sole faceva capolino appena sopra.
E' stato sorperendente, per me che sono abituata all'alba sul mare, rendermi conto che anche quel paesaggio tra i campi era bellissimo, come un quadro.
Una manciata di metri più tardi sono stata investita dalla scia del profumo di una signora che arrivava dal senso opposto al mio.
Gradevole, si intende, ma sufficiente a rompere la magia, per spazzare via quel odore nuovo che cercavo di intrappolare tra le mie narici, quell'odore di geniuno, di vero.
Alla stazione il vociare era già concitato e il treno che puntualissimo passa alla velocità della luce sul binario di fronte mi ha riportata tristemente alla realtà.
Ho capito che un'altra velocissima giornata milanese era cominciata.
 
Due cose importanti:
La prima, il mio sincero cordoglio va alla famiglia sottoufficiale del Sismi che ieri ci ha lasciato. Ieri un altro dei nostri fratelli è morto per l'Italia e per il popolo afgano, che il suo sacrificio serva a ricordarci quanto è importante il nostro lavoro laggiù e ad alimentare una forte identità condivisa.
Come mai però non si vedono più i tricolori alla finestra? Ormai non ci senibilizza più la morte di uno dei nostri fratelli?
Seconda, la mia solidarietà va alle figlie dell'insegnante che è stato riabilitato post mortem dopo che era stato lincenziato a causa della sua depressione.
Vorrei proprio sapere chi è quell'idiota che, sapendo che un uomo ha perso la moglie e si trova in difficoltà solo con due figlie, trova il coraggio di licenziarlo. Mi vergogno profondamente. Che questa triste storia serva da lezione affinchè cose del genere non accadano mai più.
 
Buona giornata e buon weekend a tutti.